Riscaldamento a legna
Il riscaldamento a legna è un modo di riscaldamento economico e conveniente che soddisfa le norme ecologiche, salutistiche e quelle di sicurezza. Il potere calorico inferiore di legna ammonta al circa 13,4 fino al 14,5 GJ/t. L’aumento di umidità della legna riduce il suo potere calorico a causa della perdita di calore per evaporazione di umidità contenuta e quindi si consiglia di usare la legna con contenuto di umidità inferiore al 20%.
Processo di combustione della legna
Il processo di combustione della legna da ardere consiste nelle fasi seguenti:
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La legna viene riscaldata fino a circa 100 oC durante il cui processo avviene l’evaporazione di umidità. In questa fase la legna non produce il calore ma usa il calore della bocca del forno.
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Nella seconda fase della combustione avviene la pirolisi dei carboidrati contenuti nella legna quando durante la gamma di temperatura tra 100 oC e 300 oC le molecole maggiori dei carboidrati cominciano a decomporsi in molecole minori, facilmente evaporabili.
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Durante la gamma di temperatura tra 300 oC e 600 oC i carboidrati facilmente evaporabili che fanno il 75% della legna cominciano a bruciare e in questa fase viene liberata la maggior parte di calore.
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Dopo l’evaporazione di umidità e la combustione di carboidrati, la legna viene ridotta per lo più in carbone di legna con una temperatura di combustione superiore a 600 oC.
Sfruttamento efficace dell’energia ottenuta
Essendo la maggior parte di energia calorica contenuta nei fumi combustione, lo sfruttamento efficace del calore dipende dalla capacità di stufa ad assumere il calore realizzato. Aumentando il percorso dei fumi dalla bocca della stufa fino alla canna fumaria, aumenta la superficie necessaria per lo scambio di calore ed anche lo sfruttamento del calore realizzato. Così i camini, anche se molto attrattivi dal punto di vista estetico, a causa di un breve percorso dalla bocca del camino fino alla canna fumaria, hanno un livello molto basso di sfruttamento calore e la maggior parte del calore prodotto viene perso nell’ambiente. Al contrario, le stufe con la bocca della stufa chiusa che contengono lo scambiatore del calore sfruttano la maggior parte dell’energia prodotta per riscaldare e soltanto una parte minore viene persa nell’ambiente.
Vantaggi del riscaldamento a legna
A differenza del masut e dell’olio combustibile, la legna non contiene elementi come ad esempio lo zolfo, con la cui combustione viene prodotto il biossido di zolfo , il quale mediante l’ossidazione ulteriore nell’atmosfera crea l’acido solforico cioè le cosiddette “piogge acide” nocive per l’ambiente. Usando la legna da ardere, evitate la possibile scarsità di fonti energetiche trasportate da lontano e soggette a mancanze dovute a motivi politici come è successo con la mancanza di copertura del fabbisogno di gas nel 2008 – 2009. La legna è la fonte energetica disponibile nella regione ed è meno soggetta a tali condizioni e motivi politici, ma prima di tutto è una fonte rinnovabile. La legna rappresenta una fonte energetica ecocompatibile perché la quantità del CO2 emessa durante la sua combustione equivale alla quantità del CO2 assorbita durante la crescita di una pianta. Il rinnovo delle foreste realizzabile in un periodo relativamente breve, a patto che le fonti siano gestite in un modo adeguato, è il motivo per cui la legna viene considerata una fonte energetica rinnovabile.


